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la casa
della verità a San Cosmo Albanese
Questa non è una casa
di
Massimo Celani

A San Cosmo Albanese, paesino di 680
persone della provincia di Cosenza, vicino il bruttissimo ufficio
postale, viene realizzato un muro di contenimento che renda possibile un
parcheggio. E' un muro fastidiosamente ingombrante. Un bel giorno ai
progettisti viene l'idea di un trompe l'oeil che io riscatti dal
grigiore. Istintivamente pensano al decoro di ima facciata. Ma al
professar Vincenzo Belmonte viene in mente un dettaglio che io
trasformerà in opera. I balconi, le finestre, il portone, saranno solo
accennate. Non ci saranno infissi, vetri e tendine. Tutto resterà
murato. Confessandone la falsità e nello stesso tempo aprendo alla
fantasmatica delle murate, del murato vivo (angosciosa fantasia che
permea racconti e saggi di Toni Maraini, esperta di letteratura
maghrebina). Meta-trompe l'oeil dunque. Inganno che si autodenuncia come
inganno. Mestamente proposta come motivo di curiosità per cittadini e
turisti, in realtà opera tardo-concettuale, forse più vicina al
guerrilla marketing. Nasce così la Casa della Verità. "Allusione
alla verità che gli uomini (in primis i politici e i filosofi) possono
offrire ai loro simili" - commenta il professore.
In paese borbottano, il parroco si
arrabbia. Non si crede forse alla verità ultima dell'altissimo?
Vincenzo Belmonte, studioso di Gerolamo De Rada e di Giuseppe Serembe
(misconosciuto poeta ottocentesco), in corso d'opera e con grande
humour, modifica l'iscrizione che verrà posta su quella facciata: "Entrate,
se potete. Altrimenti bussate più in alto".
Che dire? Geniale.
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