Lucia Nadin

a San Cosmo Albanese

 

 

Il 20 giugno 2009, nell’ambito della manifestazione conclusiva della Pranvera Arbëreshe (La Primavera albanese) Lucia Nadin ha presentato nell’Auditorium della Casa della Cultura di San Cosmo Albanese il suo libro “Migrazioni e integrazione. Il caso degli albanesi a Venezia (1479-1552)”. Il volume fa luce su argomenti prima poco noti o del tutto ignorati, come l’accoglienza riservata da Venezia agli albanesi dopo la caduta di Scutari in mano ai turchi (1478) e la presenza di una comunità albanese organizzata nella città lagunare. Una scoperta ancor più rivoluzionaria è la presenza per più secoli sulla prua del Bucintoro di una statua di Scanderbeg (il Marte veneziano). La relazione è stata seguita con estremo interesse e ha fatto apprezzare le eccezionali doti culturali e umane dell’autrice.

 

Nata a Venezia nel 1941, Lucia Nadin si laurea a Padova con Vittore Branca sulla tradizione del testo del Decameron. Dapprima insegna materie letterarie in Istituti Superiori, con cattedra agli Istituti Magistrali. Svolge contemporaneamente attività di ricerca e insegnamento presso l’Università di Padova, Facoltà di Lettere e Filosofia, in qualità di assistente volontaria; attività che trasferisce poi all’Università di Venezia, Facoltà di Lettere, dove viene iscritta come cultore della materia e dove le viene assegnato anche l’insegnamento di Filologia Medioevale e Umanistica. Consegue nel 1987 il Dottorato di Ricerca in  Italianistica.

Lavora per un decennio presso un Istituto di Ricerca educativa del Veneto.

Dal 1995 al 2000, su mandato del Ministero degli Esteri, a seguito di concorso, insegna nella Facoltà di Lingue dell’Università di Tirana in Albania anziché Lingua, Letteratura Italiana, materia che va ad integrare il piano di studi, con corso di laurea. Ciò in rapporto alla sua pregressa attività universitaria a Padova e a Venezia. Nella stessa Tirana, ricopre contemporaneamente, a seguito dell’assegnazione di funzioni extra accademiche, incarichi presso l’Ufficio Culturale dell’Ambasciata d’Italia e presso l’Istituto Italiano di Cultura, sguarnito dal 1998 al 1999 di Direttore.

Si occupa attualmente di ricerca storico-letteraria in materia veneto-adriatica. Principali pubblicazioni.

Ha numerosi articoli di carattere specialistico su autori e temi di letteratura italiana, di cultura e letteratura veneta, dal ‘300 al ‘900: in particolare su Boccaccio e il testo del Decameron, su autori dell’umanesimo, del rinascimento, del barocco, su Goldoni, su scrittrici e poetesse venete (tra le altre, Elena Cornaro Piscopia, prima donna laureata). Durante il suo incarico in Albania ha organizzato la mostra cartografica "Albania. Immagini e documenti dalla Biblioteca Nazionale Marciana e dalle Collezioni del Museo Correr", curando la pubblicazione del Catalogo. Ha altresì curato la ristampa anastatica del volume "Butrinto", scrivendone l’introduzione.

 

I principali volumi sono i seguenti:

 

·         in materia di letteratura italiana:

 

-Boccaccio, La novella di Ser Ciappelletto, Venezia, Marsilio, 1992

 

-Il poligrafo veneto Giuseppe Betussi, Padova, Antenore, 1992

 

-Carte da gioco e Letteratura fra Quattrocento e Ottocento, Lucca, Pacini Fazzi, 1997 (Premio Internazionale Modiano)

 

·         In materia di storia adriatica:

 

-Statuti di Scutari della prima metà del secolo XIV. Con le addizioni fino al 1469, Roma, Viella, 2002 (a cura)

 

-Shqiptarët në Venedig.  Mërgim e integrim 1479-1552, Tirana, Shtëpia botuese”55” (in lingua albanese), 2008

 

-Migrazioni e integrazione. Il caso degli Albanesi a Venezia (1479-1552), Roma, Bulzoni, 2008

 

-Scanderbeg, a Venezia, sul Bucintoro, in <<Ateneo Veneto>>, CXCIV, IIIs., 6/II, 2007

 

-Luca Spiron cappellano nel monastero dei Santi Cosma e Damiano, in La Chiesa dei Santi Cosma e Damiano a Venezia. Un tempio “benedettino” ritrovato alla Giudecca, Venezia, Marsilio, 2008.

 

·         Sta attualmente studiando la produzione di Bernardino de Vitali, editore del ‘500 di famiglia di origine albanese, e le sue trame culturali nella Venezia del tempo; nonché le relazioni Venezia-Albania turca dal ‘600 al ‘700.

 

·         Si è altresì occupata e si occupa di storia del gioco (in età adulta), con articoli su riviste nazionali e internazionali; in tale settore i principali contributi sono i seguenti:

 

-Le carte da gioco a Venezia. L’arte dei cartoleri. ‘400-‘700, Venezia, Centro Internazionale della Grafica, 1989

 

-Giovanni Palazzi, La virtù in gioco. Dame patritie di Venezia famose per nascita, per lettere, per armi, per costumi, ristampa anastatica a cura di L. Nadin, Venezia, Centro Internazionale della Grafica, 1990

 

-Catalogo della Mostra “La virtù in gioco” a cura di L. Nadin, Comune di Venezia, Assessorato alla Casa da Gioco, Progetto Cultura 2000, Centro Internazionale della Grafica

 

-Ancora testimonianze sul gioco della Trappola a Venezia nel secolo XVI, in <<The Playing-Card Journal of the International Playing-Card Society>>, 1994

 

-Ibidem, La produzione delle Carte da Gioco a Venezia nell’ ‘800, 1993

 

-Ibidem, Crouds in the Streets, Meetings at the Tables. Two Faces of Venetian 18th Century Gaming, (Cappannelli nelle strade, conventicole ai tavoli. Due facce del gioco a Venezia tra Settecento e Ottocento), 2008

 

-Carte da gioco e letteratura tra Quattrocento e Ottocento, Lucca, Pacini Fazzi, 1997: premio internazionale Modiano 1997

 

-Carte da gioco in biblioteca, in <<Ludica>>, Fondazione Benetton Studi e Ricerche, Roma, Viella, 1995

 

-Il giardino rivisitato. Marcolini a palazzo Savorgnan, in Studi per le <<Sorti>>. Gioco, immagini, poesia oracolare a Venezia nel Cinquecento, in <<Ludica>>, Fondazione Benetton Studi e Ricerche, Roma, Viella, 2007

 

·         Sta attualmente studiando, entro la tradizione del gioco (pseudo) oracolare. due testi cinquecenteschi veneti, inediti, per prepararne l’edizione.