Cultura

 

Il maggior titolo di gloria di S. Cosmo Albanese è sicuramente il poeta Giuseppe Serembe (1844-1901)ma anche la poesia popolare in albanese può a ragione essere considerata un vanto della nostra comunità, e non solo negli ultimi decenni. Si pensi che al giovane De Rada molte rapsodie popolari furono recitate dalla vecchia sancosmitana Tortòshëla.

Senza dubbio tanti canti trasmessi oralmente sono andati irrimediabilmente perduti, ma il patrimonio che qui presentiamo è in ogni caso di sicuro rispetto.

Ornella Campanaro (1944) nella sua tesi di laurea S. Cosmo Albanese e la sua poesia popolare, difesa all’università di Palermo nel 1970 (relatore il prof. Giuseppe Valentini), riporta canti a lei riferiti per lo più da informatori molto anziani, nati negli ultimi decenni dell’Ottocento. Oltre a molti vjershe, ella ha il merito di aver salvato tre rapsodie, fra le quali una variante rara, se non unica, di Costantino il piccolo, che fa morire il protagonista in prigionia invece di ricondurlo in patria proprio nel giorno in cui la moglie passava a nuove nozze.

A Maria Sposato (1949) - I canti popolari di S. Cosmo Albanese e S. Giorgio Albanese, (Tesi di laurea, Università La Sapienza, Roma, 1974 - relatore il prof. Giuseppe Gradilone)  siamo debitori di una raccolta di canti popolari condotta qualche anno dopo e interessante anche per la possibilità che offre di un istruttivo confronto.                                           

Uno spaccato della realtà di S. Cosmo, considerata in tutte le sue sfaccettature, all’inizio degli anni 70 del Novecento ci viene offerto da Renato Avato  (1946): Identità culturale di S. Cosmo Albanese (Tesi di Laurea, Università La Sapienza, Roma, 1973 – relatore il prof. Tullio Tentori.

Della situazione linguistica e, particolarmente, dei prestiti romanzi (italiani e calabresi) si è occupata Tatiana Giannobi (1975): L’interferenza romanza nella parlata arbëreshe di S. Cosmo Albanese, Tesi di Laurea, Università La Sapienza, Roma, 2004 – relatore il prof. Paolo Di Giovine.

Grazie all’opera di informatori come Cosmo Rocco (che ha lasciato una lunga lista di modi di dire), Arcangelo Bua, Marianna Avato e Cosmo Godino è stato possibile raccogliere un ampio materiale di cultura popolare costituito prevalentemente da canti, ma in cui trovano posto anche favole, proverbi, espressioni idiomatiche, poesiole, filastrocche.

Si ricordi che lo stesso poeta Giuseppe Serembe in non poche composizioni arieggia la poesia popolare. Dopo la morte di Cosmo Rocco (1925-2002), le cui canzoni sono ben note in ogni angolo dell’Arberia, la poesia popolare arbëreshe trova ancora i suoi rappresentanti in Arcangelo Bua (1926), Marianna Avato (1936) e Vincenzo Belmonte (1945), a testimonianza della vitalità della tradizione.

Negli studi storici si è distinto Domenico Cassiano (1935) che è tra i maggiori studiosi arbëreshë contemporanei, e senza dubbio colui che più di tutti si è dedicato alla storia civile e sociale degli Italo-Albanesi in età moderna. Avvocato, è stato docente di Storia e Filosofia al Liceo classico di S. Demetrio Corone, già sede del famoso Collegio di studi, di cui Cassiano è il maggiore storico. I suoi principali lavori sono: Barlaam Calabro, Lungro 1994; S. Adriano, II voll., Lungro 1997 e 1999; Risorgimento in Calabria. Figure e pensiero dei protagonisti italo-albanesi, Lungro 2003; Attanasio Dramis, Lungro 2004; Strigàri, Lungro 2004. Cassiano ha dedicato vari saggi ai letterati arbëreshë. A lui si deve anche un’edizione dei Vjershe di Giuseppe Serembe (Poeti i Strigharit, Zef Serembe, S. Cosmo Albanese 1977).

Vincenzo Belmonte ha pubblicato le edizioni critiche del Serembe (Omaggio a Serembe, Cosenza 1988 - Alla ricerca del Serembe autentico, Cosenza 1991), del Variboba (Vita della Beata Vergine Maria, Soveria Mannelli 2005) e dello Scanderbeg sventurato del De Rada (Skanderbeku i pafān, Soveria Mannelli 2006). Ha compilato il Thesaurus Albanicae Linguae (Rende 1997).

Sono autori di tesi di Laurea di carattere albanologico:

  • Emilia Azzinari (1948):  Giuseppe De Rada (Università La Sapienza, Roma, 1972 – relatore il prof. Giuseppe Gradilone);

  • Salvatore Cozza (1948):  Alcuni inediti minori di F. Antonio Santori – Trascrizione e analisi (Università La Sapienza, Roma, 1977 – relatore il prof. Giuseppe Gradilone);

  • Damiano Piro (1950): Il verbo nella parlata di San Cosmo Albanese ( Università La Sapienza, Roma, 1978 – relatore il prof. Giuseppe Gradilone).

Dal 1971 al 1974 a cura del Circolo culturale “G. De Rada” (attivo nel periodo 1969-1985) fu pubblicato il foglio satirico Arza (La vespa) .

Opera dal 7.11.2001 l’Associazione musicale “Euterpe”, che, tra le altre attività, organizza, con il patrocinio dell’Amministrazione Comunale di S. Cosmo Albanese, concerti e corsi di alto perfezionamento musicale.

A S. Cosmo ha sede la Fondazione Girolamo De Rada Junior, costituitasi grazie a un lascito dell’omonimo nipote del poeta.