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Chiesa Parrocchiale SS. Pietro e Paolo
Nel 1603 fu condotta a termine e inaugurata la chiesa parrocchiale dedicata ai SS. Pietro e Paolo. È a tre navate, in stile barocco napoletano. Il soffitto è a cassettoni nella navata centrale, a capriate (recenti) nelle laterali. Dietro l’altare sormontato da un ciborio ligneo è collocato un grande Crocifisso, ai lati due icone in tessuto raffiguranti la Deposizione dalla Croce (epitàfios) e la Dormizione di Maria. Nell’abside, in alto, la scritta: Io ti dico che tu sei Pietro e sopra questa pietra edificherò la mia Chiesa (Matteo). Nelle pareti di fondo delle navate laterali si notano due antiche tele raffiguranti la Madonna del Carmine che conforta le anime del Purgatorio e la Sacra Famiglia. Nella parete della navata sinistra si conserva anche una tela con l’immagine di S. Francesco di Paola (1908), firmata dal pittore vaccarizzese Antonio Scura. L’iconostasi, aggiunta nel dicembre 2003, è opera di artigiani locali; le icone, dell’artista greco Evanghelòpoulos. Vi sono rappresentati la Mistica Cena, i quattro Evangelisti, Cristo, la Vergine col Bambino, l’Annunciazione, gli arcangeli Michele e Gabriele. Per la chiesa parrocchiale l’artista albanese Josif Droboniku ha dipinto cinque icone: la Natività, il Battesimo di Gesù, la Trasfigurazione, la Crocifissione, la Pentecoste. Altre icone venerate: la Vergine con il Bambino (2), l’Annunciazione, i SS. Pietro e Paolo. Nel 2005 è stato ricollocato nella cantoria un artistico organo del 600, restaurato dalla ditta artigianale Fratelli Colletti di Chiusa Sclafàni (Palermo). Nella navata destra si apre la Cappella di S. Vincenzo Ferreri e S. Rosa, domenicani. Sopra l’altare marmoreo i due santi sono raffigurati in ginocchio ai lati di un libro recante l’ammonimento: Timete Deum et date illi honorem. Sopra i Santi due angeli sorreggono un quadro raffigurante la Vergine con il Bambino. Una fascia sotto la piccola cupola reca la scritta: Io sono la risurrezione e la vita. Chi crede in me vivrà e chiunque vive e crede in me non morrà in eterno (Giovanni). Una lapide ricorda che nel 1912 la cappella fu restaurata da Francesco Saverio Marchese in memoria di Carolina Mauro. Nella Chiesa parrocchiale sono conservate sette statue che nelle ricorrenze stabilite vengono portate in processione: il Sacro Cuore, Cristo morto, la Madonna Immacolata (Shën Mërìa lùlevet), la Madonna Addolorata, la Madonna del Carmine, S. Giuseppe, S. Antonio. Le statue vengono esposte alla venerazione dei fedeli entro un baldacchino processionale in ottone dorato. Una macchina processionale in legno, opera della bottega Serembe di Vaccarizzo, viene usata il Venerdì Santo. A destra dell’Iconostasi è murata questa lapide sepolcrale:
O. D. O. SCIENTIARUM GENERE LINGUAE LATINAE GRAECAE GALLICAE HAEBRAICAE OMNIQ ERUDITIONUM D. TAERENTIO TOCCI JUVENI EGRAEGIO COMMENDATISSIMO AMBAR LEGUM JURE REGNI SAC THEOL NEAPOLIM PROH DOLOR CANDIDATO FLORENTI AETATE DIE 25 JAN AN. D. 1767 IN PATRIA S. COSME MORTE PRAEVENTO D. JOHAN ANDREA TOCCI GENITOR MOERORIS LACRIIMISUE CONFECTUS MARMOREUM HUNC LAPIDEM P. ET F. M.
Il sacerdote Giovanni Andrea Tocci ricorda il figlio Terenzio, un giovane brillante in campo linguistico e scientifico, studente a Napoli di diritto civile e canonico oltre che di teologia, colto dalla morte nel paese natale il 25 gennaio 1767, a vent’anni.
foto: Riccardo Baffa |
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