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Giuseppe Serembe
(S. Cosmo 06/03/1844 - S. Paolo del
Brasile 1901)
Il poeta lirico per eccellenza della
letteratura albanese ebbe una vita errabonda e travagliata. Dopo una
breve permanenza nel collegio di S. Adriano studiò da autodidatta. Da un
viaggio in Brasile affrontato speranzosamente verso la metà degli anni
70 tornò in misere condizioni e con l’animo provato dalle violenze
subite in carcere e in manicomio e dalla perdita dei manoscritti. Nel
1883 pubblicò a Cosenza il volumetto Poesie italiane e canti
originali tradotti dall’albanese. Sempre in cerca del riconoscimento
delle sue capacità (si sentiva il più grande poeta albanese), ritornò in
America. Nel 1895 era a New York, due anni dopo a Buenos Aires. Di qui
passò in Brasile, dove lo colse la morte. |