Lingua

 

Linguisticamente l’albanese d’Italia (arbėrishte) appartiene al tosco meridionale e presenta caratteri comuni con i dialetti albanesi del sud (Labėria, Ēamėria), ma conserva anche tratti arcaici presenti negli antichi scrittori albanesi del nord.

Nelle comunitą arbėreshe si ha la diglossia con plurilinguismo sociale: l’italiano (lingua alta o codice elaborato) viene usato a scuola e nelle relazioni ufficiali, mentre l’albanese (lingua bassa, non scritta, o codice ristretto) si usa nell’ambito familiare e nei rapporti informali.

Nella pronuncia di S. Cosmo e degli altri cinque paesi arbėreshė vicini l’aspirata (fricativa glottidale sorda) č sostituita dalla fricativa velare sonora (gh). Inoltre localmente Strigari č pronunciato Strighari, mentre per indicare l’abitante del paese si č passati dall’originario strigarjot all’attuale strigajot. Altre particolaritą della arbėrishte sancosmitana: le terminazioni -ėn, -ės, -ėr, -ėt, -ėz diventano -en, -es, -er, -et, -es; la z finale in sillaba non accentata si desonorizza in s (ilis); tra un nominativo e un genitivo determinati non si interpone l’articolo prepositivo (praku deres); l’epitesi -inj della prima persona singolare del presente si riduce spesso a -i (hapi, qelli); i participi passati di bier, nxier, shqier, vier, bėnj e bjenj sono rispettivamente bjer, nxjer, shqer, vjer, bėn e bjejtur; invece del dittongo interno -ua- si ha -ue-; vjersh diventa vjesh; pėrpara si puņ ridurre a p’para.

Quando due sostantivi in successione richiedono lo stesso caso, la desinenza del primo (qiell-in) puņ essere omessa. Il fenomeno, attestato generalmente all’accusativo, nei canti popolari di S. Cosmo si riscontra anche in casi diversi (segnatamente in due ottonari del canto nuziale: mņtėr e kunątavet, per mņtravet e kunątavet; shōk’ e gjitņnavet per shņkavet e gjitņnavet - la ė di motėr č evidentemente inserita solo per ragioni metriche).

Nei Vjershe di Cosmo Rocco si incontra l’ellissi della preposizione me (con), attestata anche nel Variboba e nel De Rada.